CICLOSPORTIVO E CICLOAMATORE: LE COMPETIZIONI CICLISTICHE AMATORIALI A CONFRONTO
Il ciclista può decidere di partecipare, in base al proprio stato di condizione fisica, a competizioni di diverse caratteristiche e livello. L’attività ciclosportiva è ideale per i ciclisti di ogni età che desiderano iniziare a competere, svolgendo un’attività fisica controllata a medie orarie superiori alla semplice passeggiata, ma senza raggiungere l’intensità esasperata tipica delle competizioni agonistiche vere e proprie. L’attività del cicloamatore, al contrario, richiede una condizione fisica più elevata, necessaria per sostenere un impegno di tipo realmente agonistico.
Entrambe le categorie comprendono al loro interno diverse tipologie di gara: si va dalle gare a circuito, con una distanza tipica di 80 chilometri, alle gare in linea come le medio fondo o le gran fondo, che superano invece i 100 chilometri di percorso. Questa distinzione tra le due categorie non riguarda soltanto il livello di impegno fisico richiesto, ma anche l’approccio mentale e organizzativo con cui il ciclista si avvicina alla competizione: chi sceglie l’ambito ciclosportivo può vivere l’esperienza agonistica in modo più graduale, mentre chi opta per l’attività da cicloamatore deve necessariamente costruire nel tempo una preparazione fisica solida e specifica, paragonabile per certi aspetti a quella di un atleta agonista.
PRIMA DI GAREGGIARE: VISITA MEDICA, VALUTAZIONE FUNZIONALE E VOLUME DI ALLENAMENTO NECESSARIO
Il ciclista che intende partecipare a queste competizioni deve trovarsi in un buono stato di salute, certificato attraverso una visita medico-sportiva condotta sotto sforzo, e determinare con precisione il proprio stato fisico attraverso un test di valutazione funzionale, una procedura che permette di misurare oggettivamente le proprie capacità cardiovascolari e metaboliche prima di intraprendere un percorso di allenamento intensivo. Per raggiungere una condizione fisica realmente adeguata alla competizione, è indispensabile seguire uno stimolo allenante pianificato con criterio, piuttosto che affidarsi a sedute di allenamento casuali o improvvisate.
Solitamente, un ciclista che intende partecipare alle corse amatoriali deve dedicare all’allenamento un tempo compreso tra le 7 e le 16 ore settimanali, con sedute capaci di stimolare sia la potenza lipidica, cioè la capacità dell’organismo di utilizzare i grassi come fonte energetica durante sforzi prolungati e di intensità moderata, sia la potenza anaerobica, necessaria invece per sostenere sforzi brevi e intensi come gli scatti o le salite più impegnative. Per far progredire in modo efficace la condizione fisica nel corso delle settimane, risulta fondamentale modulare l’allenamento variando volume e intensità in funzione dei diversi periodi che precedono la gara, un principio che sta alla base di qualsiasi programmazione atletica seria e strutturata nel tempo.

LA PERIODIZZAZIONE DELLA PREPARAZIONE: DAL CONDIZIONAMENTO GENERALE AL PICCO DI FORMA
La periodizzazione della preparazione ciclistica si articola in fasi ben distinte, ciascuna con obiettivi fisiologici specifici. Il periodo iniziale, che si colloca solitamente a fine autunno o inizio inverno e dura circa tre settimane, ha una funzione preparatoria all’allenamento vero e proprio ed è finalizzato a un condizionamento generale del sistema cardiovascolare: in questa fase il ciclista svolge attività a bassa intensità e basso volume, non necessariamente in bicicletta, ma anche attraverso camminate in montagna, nuoto o pattinaggio, così da mantenere la motivazione e variare gli stimoli allenanti nel periodo di minore carico specifico.
Successivamente si passa al periodo di Base, il più lungo dell’intera programmazione, con una durata compresa tra le 8 e le 12 settimane: nelle prime 4-5 settimane di questa fase si privilegiano elevati volumi di allenamento a bassa intensità, finalizzati ad aumentare la resistenza generale, affiancati da sedute in palestra con i pesi per lo sviluppo della forza muscolare; nelle settimane successive, invece, si predilige un progressivo incremento dell’intensità, mantenendo comunque un volume di allenamento ancora elevato. Il periodo che segue, chiamato periodo di Costruzione, dura dalle 4 alle 5 settimane ed è caratterizzato da allenamenti specifici finalizzati ad aumentare la resistenza anaerobica, attraverso esercizi intervallati capaci di simulare le condizioni di richiesta energetica tipiche degli sprint finali di gara. A questo punto della programmazione si raggiunge infine il periodo di Picco, che si colloca indicativamente 2-3 settimane prima della competizione: in questa fase conclusiva si svolgono allenamenti mirati a migliorare la potenza anaerobica e la componente neuromuscolare, con l’obiettivo di consolidare definitivamente la condizione fisica raggiunta in vista della gara.
COSA RICORDARE
- La differenza principale tra ciclosportivo e cicloamatore riguarda il livello di impegno fisico richiesto: il primo è più accessibile a chi inizia a competere, il secondo richiede una condizione fisica già allenata per un vero impegno agonistico.
- Prima di iniziare la preparazione servono sempre una visita medico-sportiva sotto sforzo e un test di valutazione funzionale, oltre a un volume di allenamento settimanale che può variare dalle 7 alle 16 ore.
- La preparazione si articola in quattro fasi progressive (condizionamento generale, Base, Costruzione, Picco), ciascuna con volumi e intensità diversi, per arrivare alla gara nella migliore condizione fisica possibile.
BIBLIOGRAFIA
- Federazione Ciclistica Italiana. Sezione Amatoriale, https://amatoriale.federciclismo.it/it/.
- Friel J. The Cyclist’s Training Bible: The World’s Most Comprehensive Training Guide. VeloPress, 2018.


