COLPO DI CALORE NELLO SPORT: SINTOMI E PREVENZIONE

Durante l'esercizio fisico l'organismo produce calore che deve essere disperso per mantenere stabile la temperatura corporea. Sudorazione ed evaporazione sono i meccanismi chiave, ma l'umidità elevata ne riduce l'efficacia, aumentando il rischio di colpo di calore. La guida spiega la termoregolazione, i segnali di allarme come confusione e perdita di coordinazione, e le strategie di prevenzione: acclimatazione, orari freschi, abbigliamento traspirante e idratazione personalizzata.

IL BILANCIO TERMICO DURANTE L’ESERCIZIO

Durante l’attività fisica l’organismo deve mantenere stabile la temperatura interna mentre i muscoli producono grandi quantità di calore. La contrazione muscolare trasforma in movimento solo una parte dell’energia utilizzata. La quota restante si libera sotto forma di energia termica e deve essere trasferita all’ambiente. Uno sforzo intenso può portare il corpo verso temperature elevate. L’ipotalamo rileva le variazioni termiche attraverso segnali provenienti dal sangue e dai tessuti. La termoregolazione attiva allora la dilatazione dei vasi cutanei per trasportare più calore verso la superficie corporea.

Il corpo può cedere questa energia per irraggiamento, convezione, conduzione ed evaporazione. Quando l’aria è più calda della pelle, irraggiamento e convezione perdono efficacia e possono trasformarsi in vie di assorbimento del calore ambientale. L’evaporazione collegata alla sudorazione diventa decisiva, ma l’alta umidità ne riduce la capacità refrigerante. Il colpo di calore può comparire quando l’organismo accumula più energia termica di quanta riesca a eliminare.

COME FUNZIONA LA SUDORAZIONE

Le ghiandole eccrine producono il liquido che viene eliminato come sudore dalla pelle durante lo sforzo. Il sudore è composto soprattutto da acqua e contiene sodio, cloro e quantità minori di altri elettroliti. Il raffreddamento avviene nel momento in cui l’acqua passa dallo stato liquido a quello di vapore. L’alta umidità riduce la sudorazione perché l’ambiente accetta con difficoltà altro vapore.

Tessuti pesanti, protezioni sportive e abiti aderenti possono trattenere uno strato d’aria umida vicino al corpo e ostacolare la termoregolazione. Una sudorazione molto evidente non protegge automaticamente dal
colpo di calore, perché conta la quantità che evapora e non quella semplicemente prodotta.

PERCHÉ L’UMIDITÀ FERMA L’EVAPORAZIONE

L’acqua evapora quando esiste una differenza sufficiente tra la pressione del vapore sulla pelle e quella presente nell’aria. La sudorazione diventa meno efficace quando questo gradiente si riduce. L’alta umidità indica che l’atmosfera contiene già una quota elevata del vapore che potrebbe trattenere a quella temperatura.

Sulla cute si forma anche un sottile strato di aria calda e umida che rallenta gli scambi con l’ambiente. Il vento può rimuovere questo strato, ma offre un vantaggio limitato quando l’aria circostante è quasi satura. Il rischio di colpo di calore cresce quando le condizioni ambientali sfavorevoli si sommano a intensità elevata, esposizione prolungata e assenza di pause.

COME RICONOSCERE L’EMERGENZA

La perdita di acqua attraverso il sudore riduce il volume del sangue. Il cuore deve sostenere contemporaneamente i muscoli attivi e la circolazione cutanea richiesta dalla termoregolazione. La frequenza cardiaca può salire progressivamente anche se la velocità o il carico di lavoro restano invariati. Debolezza, nausea, mal di testa, vertigini e peggioramento della coordinazione indicano che lo stress termico sta diventando rilevante.

Il segno più preoccupante del colpo di calore da sforzo è l’alterazione del sistema nervoso centrale. Confusione, comportamento insolito, difficoltà nel parlare, perdita di equilibrio, convulsioni o incoscienza richiedono un intervento immediato. E’ importante intervenire spostandosi in u ambiente fresco, l’immersione del corpo in acqua fredda, quando disponibile e gestita in sicurezza, rappresenta il sistema più rapido per abbassare la temperatura. E’ comunque fondamentale l’assistenza sanitaria.

PREVENIRE IL COLPO DI CALORE NELLO SPORT

Gli allenamenti estivi dovrebbero essere programmati nelle ore più fresche, controllando le condizioni previste per l’intera durata dello sforzo. Un periodo di acclimatazione di una o due settimane permette di aumentare gradualmente la tolleranza al caldo. Intensità e durata devono crescere per tappe, lasciando spazio a pause programmate prima della comparsa dei sintomi. Abiti leggeri, chiari e traspiranti favoriscono il movimento dell’aria e l’evaporazione della sudorazione. Il fabbisogno di liquidi può essere stimato confrontando il peso corporeo prima e dopo una seduta svolta in condizioni simili. Bere quantità eccessive non migliora la termoregolazione.

Le bevande con elettroliti possono essere utili negli sforzi prolungati, nelle persone con perdite abbondanti o quando il sudore lascia evidenti tracce saline. Con alta umidità servono un carico ridotto, soste più frequenti, ombra e sistemi di raffreddamento esterno. Febbre recente, scarsa acclimatazione, privazione di sonno, precedenti disturbi da calore, alcune malattie e determinati farmaci possono aumentare la vulnerabilità individuale.

COSA RICORDARE

  • Il sudore raffredda il corpo solo quando evapora: con umidità elevata può bagnare la pelle senza disperdere abbastanza calore.
  • Confusione, comportamento insolito e perdita di coordinazione durante lo sforzo sono segnali di emergenza: interrompere l’attività, iniziare il raffreddamento e chiamare il 112.
  • Orari freschi, acclimatazione progressiva, pause, abiti traspiranti e idratazione personalizzata riducono il rischio durante l’attività estiva.

BIBLIOGRAFIA

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