SPORT E CERVELLO: L’EFFETTO SULLE FUNZIONI COGNITIVE

Chi è più allenato ha anche un cervello più efficiente: uno studio tedesco su oltre 1200 giovani adulti ha collegato la resistenza fisica a una memoria di lavoro migliore, più flessibilità cognitiva e maggiore integrità della materia bianca cerebrale. Lo stesso legame si ritrova nei bambini e negli adolescenti, ma con una sfumatura importante: non tutti gli sport sono uguali. Le attività più complesse e imprevedibili, come molti sport di squadra, sembrano stimolare lo sviluppo cerebrale più di quelle ripetitive.

ATTIVITÀ FISICA E FUNZIONI COGNITIVE: COSA DICE LA SCIENZA

Un gruppo di ricercatori tedeschi, guidato da Opel e colleghi, ha recentemente dimostrato una relazione positiva tra l’efficienza fisica e il funzionamento del cervello, analizzando un’ampia gamma di funzioni cognitive in un campione di oltre 1200 ragazzi e ragazze con un’età media di 28 anni. Tra le funzioni esaminate, la memoria di lavoro, ovvero quella memoria a breve termine che permette di trattenere per il tempo necessario alcune informazioni temporanee utili nella vita quotidiana, è risultata migliore nei giovani più efficienti dal punto di vista fisico. Insieme alla memoria di lavoro, anche la flessibilità cognitiva, cioè la capacità di adattare il proprio pensiero e comportamento a situazioni nuove o mutevoli, e la velocità di elaborazione delle informazioni sono emerse come punti di forza nei soggetti più allenati.

Un dato particolarmente interessante riguarda il substrato biologico di questi miglioramenti: nelle persone più in forma, questi vantaggi cognitivi risultavano associati a una maggiore integrità microstrutturale della materia bianca cerebrale, cioè quel tessuto nervoso composto principalmente da fibre che collegano tra loro diverse aree del cervello, permettendo una comunicazione più rapida ed efficiente tra le regioni coinvolte nei processi cognitivi. Un aspetto rilevante dello studio riguarda il fatto che questa associazione è stata osservata in assenza di fattori di rischio cardiovascolare o metabolico nel gruppo di giovani analizzati, un dato che suggerisce un legame diretto tra gli effetti dell’esercizio fisico sulla circolazione cerebrale, la secrezione di fattori neuro-protettivi, cioè sostanze che favoriscono la sopravvivenza e il corretto funzionamento delle cellule nervose, lo sviluppo della connettività neuronale e le prestazioni cognitive complessive nei giovani adulti.

L’ATTIVITÀ MOTORIA MIGLIORA LE FUNZIONI CEREBRALI ANCHE IN BAMBINI E ADOLESCENTI

Le osservazioni condotte sui giovani adulti trovano conferma in ricerche precedenti, che mostrano una relazione positiva analoga tra efficienza fisica e aspetti cognitivi lungo l’intero arco della vita, un legame che sembra presente in modo altrettanto significativo anche nei bambini e negli adolescenti. In una recente rassegna sistematica della letteratura scientifica, un gruppo di autori spagnoli guidato da Sánchez-López ha evidenziato come l’attività motoria e sportiva migliori diversi aspetti delle funzioni cognitive in ragazzi e ragazze di età compresa tra i 4 e i 18 anni.

Questo dato conferma che il legame tra movimento e sviluppo cerebrale non riguarda soltanto l’età adulta, ma si radica già nelle fasi più precoci della crescita, quando il cervello attraversa periodi di sviluppo particolarmente sensibili agli stimoli ambientali, incluso quello motorio. La rassegna spagnola, in particolare, evidenzia un elemento di grande interesse pratico: non tutte le forme di esercizio fisico sembrano influenzare le funzioni cerebrali e cognitive nello stesso modo, un aspetto che apre la strada a una comprensione più raffinata di quali tipologie di movimento possano offrire i benefici maggiori per lo sviluppo cognitivo dei più giovani.

NON TUTTE LE ATTIVITÀ MOTORIE SONO UGUALI: L’IMPORTANZA DEGLI ESERCIZI COMPLESSI E ADATTIVI

Lo studio di Sánchez-López e colleghi mette in luce una distinzione fondamentale che merita particolare attenzione: sono le attività motorie maggiormente complesse e casuali, cioè quelle che richiedono continui adattamenti a situazioni impreviste e variabili, a stimolare maggiormente la crescita cerebrale rispetto alle attività caratterizzate da una prevalenza di azioni semplici e ripetitive. Un esercizio che costringe il corpo a rispondere continuamente a stimoli nuovi e imprevedibili, come accade in molti sport di squadra o in attività che richiedono reazioni rapide a situazioni mutevoli, sembra quindi offrire uno stimolo più ricco per lo sviluppo delle funzioni cognitive rispetto a movimenti ripetuti in modo meccanico e prevedibile.

Gli esercizi che richiedono un controllo più complesso e adattivo del movimento potrebbero avere un impatto maggiore proprio sullo sviluppo di queste funzioni, un dato che evidenzia la necessità di potenziare interventi specifici a favore di un’attività motoria mirata durante l’infanzia e l’adolescenza. Questo tipo di intervento non avrebbe soltanto la funzione di promuovere lo sviluppo cognitivo dei bambini e, di conseguenza, un loro rendimento scolastico migliore, ma contribuirebbe anche a mantenere la salute mentale nel corso della vita futura e a prevenire le malattie cardiovascolari nelle giovani generazioni. Nel complesso, questi dati suggeriscono che la qualità e la varietà del movimento proposto ai bambini e agli adolescenti possano fare una differenza concreta, ben oltre il semplice fatto di “fare sport” in senso generico, orientando la scelta verso attività che stimolino continuamente l’adattamento motorio e decisionale.

COSA RICORDARE

  • Nei giovani adulti, una maggiore efficienza fisica è associata a memoria di lavoro, flessibilità cognitiva e velocità di elaborazione migliori, insieme a una maggiore integrità della materia bianca cerebrale.
  • Questo legame tra movimento e funzioni cognitive è presente anche nei bambini e negli adolescenti, dai 4 ai 18 anni.
  • Non tutte le attività motorie hanno lo stesso effetto: quelle complesse e imprevedibili sembrano stimolare di più lo sviluppo cerebrale rispetto a quelle semplici e ripetitive.

BIBLIOGRAFIA

  • Opel N, Martin S, Meinert S, et al. White matter microstructure mediates the association between physical fitness and cognition in healthy, young adults. Scientific Reports, 2019.
  • Sánchez-López M, Martínez-Vizcaíno V, García-Hermoso A, et al. Physical activity interventions and cognition of children and youth: a systematic review. Journal of Sport and Health Science, 2020.
  • Voss MW, Heo S, Prakash RS, et al. The influence of aerobic fitness on cerebral white matter integrity and cognitive function in older adults: results of a one-year exercise intervention. Human Brain Mapping, 2013.

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