DIETE SBAGLIATE: DAGLI ADULTI AI BAMBINI, I VERI RISCHI

Promettono di far perdere peso in fretta, ma diete monotematiche, localizzate e diete lampo finiscono spesso per togliere più di quanto diano: massa muscolare, energia, persino la luminosità della pelle e dei capelli. Il digiuno, poi, costringe il corpo a bruciare le proprie proteine muscolari, con rischi seri soprattutto durante la crescita. Per dimagrire in sicurezza bastano 0,5-1 kg a settimana, mentre ai bambini andrebbe insegnata una sana alimentazione fin da piccoli, mai una dieta restrittiva.

DIETE DI MODA, MONOTEMATICHE E LOCALIZZATE: PERCHÉ SONO SCELTE SBAGLIATE

Nonostante l’Italia sia considerata custode della dieta mediterranea, un paradigma alimentare riconosciuto a livello mondiale per i suoi benefici sulla salute, questo modello di alimentazione viene sempre più spesso abbandonato a favore delle cosiddette fad diet, ovvero diete di moda o diete del momento. Queste proposte alimentari vengono spesso diffuse da personaggi famosi e amplificate da condizionamenti mediatici, con un impatto particolarmente marcato sui più piccoli. Un dato significativo aiuta a comprendere questo cambiamento: nel 1960 solo il 24% dei bambini sceglieva autonomamente cosa mangiare, mentre oggi questa percentuale è salita all’86%. I bambini hanno quindi assunto il ruolo di veri e propri consumatori-guida, diventando di conseguenza il bersaglio principale di campagne pubblicitarie e proposte alimentari a loro dedicate.

Tra le diete di moda più diffuse figurano le diete monotematiche, come la dieta del minestrone, la dieta del panino o la dieta dell’ananas, proposte alimentari scorrette perché carenti dal punto di vista nutrizionale, ripetitive nella loro struttura e prive di qualsiasi valore educativo verso una corretta alimentazione. A queste si aggiungono le diete localizzate, che promettono di agire su singole parti del corpo, come pancia, gambe o fianchi: si tratta di proposte illusorie, poiché il dimagrimento non avviene mai in un punto specifico, ma interessa l’organismo nel suo complesso. La cosiddetta dieta della pancia, ad esempio, può effettivamente ridurre il meteorismo addominale, cioè l’accumulo di gas nell’intestino, diminuendo così il volume percepito dell’addome, ma questo risultato non corrisponde in alcun modo a una reale perdita di massa grassa. Un ulteriore errore diffuso è quello di seguire la cosiddetta “dieta dell’amica”: ogni regime alimentare, infatti, dovrebbe essere personalizzato in base ai propri fabbisogni energetici, ai gusti alimentari individuali, alle abitudini quotidiane, all’eventuale attività motoria praticata e alla presenza o assenza di specifiche patologie. Seguire per lunghi periodi regimi dietetici non adatti alle proprie esigenze personali può infatti provocare squilibri nutrizionali e veri e propri danni per la salute.

I RISCHI DI DIETE LAMPO E DIGIUNI: COSA SUCCEDE DAVVERO AL CORPO

Le diete lampo consentono, almeno apparentemente, di perdere peso in tempi molto rapidi, ma questo risultato ha un prezzo elevato per l’organismo. Seguire un regime alimentare poco equilibrato o eccessivamente ipocalorico comporta infatti la perdita di massa magra, con conseguente calo del tono muscolare; la pelle diventa meno elastica, mentre i capelli tendono a perdere luminosità e a diventare più fragili. A questi effetti si aggiungono spesso spossatezza, mal di testa, difficoltà di concentrazione e disturbi digestivi. Queste diete promettono di far perdere molti chili in tempi brevissimi, ma nella maggior parte dei casi finiscono per produrre danni concreti, come il rischio della cosiddetta sindrome yo-yo, il ciclo di perdita e rapido recupero del peso perso, oppure il pericolo di sviluppare disturbi del comportamento alimentare, un rischio particolarmente rilevante tra gli adolescenti.

Un discorso a parte meritano i digiuni: il nostro organismo necessita quotidianamente di un’adeguata quantità di proteine, e durante il digiuno, non ricevendole dall’alimentazione, è costretto a utilizzare le proteine della propria muscolatura come fonte energetica di emergenza. Durante la fase della crescita, questo meccanismo può risultare estremamente pericoloso, sia per le carenze nutrizionali in cui si può incorrere, sia perché si formano sostanze di scarto chiamate corpi chetonici, che possono causare danni anche a livello cerebrale. Il digiuno prolungato può inoltre provocare momenti di blackout, con conseguenti pericoli concreti sul lavoro o alla guida di un veicolo, e nei soggetti che già soffrono di iperacidità gastrica la sintomatologia può ulteriormente aggravarsi. Non va infine dimenticato che spesso il digiuno viene seguito da una fase di recupero caratterizzata da un eccesso alimentare, un comportamento che, alla lunga, risulta ancora più dannoso del digiuno stesso. Per quanto riguarda i tempi corretti di dimagrimento, la restrizione calorica dovrebbe essere calibrata in base al proprio dispendio energetico individuale, così da garantire una perdita di peso settimanale compresa tra 0,5 e 1 chilogrammo: perdite di peso superiori a questo range possono infatti avere conseguenze negative sulla salute, poiché privano l’organismo dei nutrienti di cui ha realmente bisogno per funzionare correttamente.

BAMBINI E ALIMENTAZIONE: PERCHÉ LE DIETE RESTRITTIVE VANNO EVITATE

Educare i bambini fin da tenera età a una corretta alimentazione rappresenta un compito di fondamentale importanza, in cui gli adulti di riferimento giocano un ruolo determinante. Sia in famiglia sia a scuola, è necessario proporre ai più piccoli un’alimentazione varia ed equilibrata, capace di garantire il mantenimento di un peso corporeo adeguato senza mai ricorrere a regimi alimentari finalizzati esplicitamente al dimagrimento. Questa preoccupazione, infatti, non dovrebbe mai angosciare i bambini, poiché può avere conseguenze negative sulla loro salute anche a distanza di anni: non a caso, ben il 90% dei disturbi del comportamento alimentare ha origine proprio da diete restrittive intraprese in età precoce. Un’alimentazione equilibrata per i più piccoli dovrebbe seguire, nelle linee generali, gli stessi principi validi per l’adulto, con la differenza di prestare particolare attenzione ad alcuni fabbisogni specifici legati alla crescita, come l’apporto di proteine, calcio e acqua. È inoltre fondamentale garantire un’ampia variabilità negli alimenti proposti, in modo da assicurare l’apporto completo di tutti i nutrienti necessari allo sviluppo.

Un tema strettamente collegato riguarda l’aumento dei casi di diabete tra i bambini: esiste infatti un legame chiaro tra obesità infantile e diabete, e di conseguenza l’incremento dei casi di obesità nei più piccoli sta portando anche a un parallelo aumento dei casi di diabete in questa fascia d’età. Le principali cause di questo fenomeno vanno ricercate in un eccessivo apporto di carboidrati raffinati, uno scarso consumo di fibre alimentari, un’eccessiva assunzione di grassi saturi e una riduzione generale dell’attività motoria quotidiana. Proprio per contrastare queste tendenze, la corretta alimentazione dovrebbe essere insegnata già a partire dalla scuola dell’infanzia, attraverso diversi approcci educazionali. È altrettanto necessario, parallelamente, educare anche i genitori, così da evitare che il lavoro educativo svolto a scuola venga vanificato dalle abitudini alimentari seguite in casa. Insegnare ai bambini le regole di una corretta alimentazione, anche attraverso il gioco, rappresenta in definitiva un investimento concreto per il futuro della loro salute.

COSA RICORDARE

  • Le diete monotematiche, localizzate o “copiate” da altri sono scelte inefficaci e potenzialmente dannose: ogni dieta va personalizzata in base a fabbisogni, abitudini e stato di salute individuali.
  • Le diete lampo e i digiuni comportano rischi concreti (perdita di massa muscolare, sindrome yo-yo, disturbi del comportamento alimentare): la perdita di peso sicura è di 0,5-1 kg a settimana.
  • I bambini non dovrebbero mai seguire diete restrittive: il 90% dei disturbi alimentari nasce da regimi dietetici avviati in età precoce, mentre l’educazione alimentare in famiglia e a scuola resta lo strumento più efficace di prevenzione.

BIBLIOGRAFIA

  • Ministero della Salute. Linee guida per una sana alimentazione, revisione 2018.
  • Ministero della Salute. Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione pediatrica.
  • SINU. LARN – Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana. IV revisione, 2014.
  • Sofi F. Adherence to Mediterranean diet and health status: meta-analysis. BMJ, 2008.
  • Fiolet T, Srour B, Sellem L, et al. Consumption of ultra-processed foods and cancer risk: results from NutriNet-Santé prospective cohort. BMJ, 2018.

TI POTREBBE INTERESSARE